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Un’occasione per approfondire il caso letterario di una grande autrice contemporanea che ha riscosso successo non solo in Italia, ma anche in Francia e Spagna dove i suoi libri sono tradotti.

“Lettera a mio padre” (DeriveApprodi, 2020) è il libro di Barbara Balzerani presenterà alle 17 di venerdì 8 settembre alla Feltrinelli di Palermo. Un contro evento introdotto da Victor Matteucci con le letture dell’attrice Stefania Blandeburgo.

Un evento promosso dall’associazione “Mediter Italia” nell’ambito del circuito di presentazioni di “Cherchez la Femme” scritture, incontri e storie di donne delle due sponde del Mediterraneo.

Una scrittura circolare e intensa, ma essenziale, che non concede nulla alla retorica e che non si sottrae, con vari piani di lettura e continui flashback in cui tutte le figure sono connesse tra loro e tutto l’impianto letterario ha un ordine complessivo e preciso. Barbara Balzerani è una figura centrale nella storia della sinistra italiana del secondo ‘900, ma anche una scrittrice emergente di grandi capacità letterarie e poetiche. “Lettera a mio Padre” è un percorso personale e collettivo con continui squarci di immagini della storia recente italiana, immagini che scorrono attraverso il vetro di un ipotetico treno in corsa.

“Lettera a mio Padre” è, però, molto di più di un dialogo privato, è un viaggio che inizia nel secondo Novecento e che si protrae fino ai giorni nostri, un tentativo di ricucire gli strappi e di riannodare le fila tra una figlia e un padre, ma anche tra una donna e una bambina, tra donne e uomini, tra passato e presente, tra storia e quotidianità, tra città e periferia, tra vecchie nuove povertà, tra vecchie nuove discriminazioni.

«Un libro importante, soprattutto per il sud e per la sinistra. Un libro di denuncia contro l’esclusione – scrive Victor Matteucci, presidente di “Mediter Italia” -, contro un modello industriale che ha significato un falso sviluppo, una emigrazione di massa, l’alienazione fordista, la distruzione dell’ambiente, la perdita di identità, la nascita di periferie terribili ma, soprattutto, che ha significato sottosviluppo, precarietà e illegalità per il sud».

L’incontro con la scrittrice Barbara Balzerani è, quindi, un’opportunità unica per sviluppare un dibattito e un confronto culturale sulla storia contemporanea, sulla sinistra, sull’impegno sociale, in una città come Palermo dove il dibattito sulle politiche di genere, i flussi migratori dal Nord Africa, il disagio giovanile legato alle dipendenze, l’esclusione sociale dal lavoro, l’emarginazione delle periferie e la prima linea nella lotta alla mafia ne fanno un territorio decisivo ad alta sensibilità culturale, attraversato da inquietudini e speranze, da conflitti e solidarietà che si incontrano, si scontrano e si intrecciano indissolubilmente in una complessità sociale che richiede un comune, rinnovato, impegno civile che, tuttavia, non potrà esserci senza una necessaria elaborazione del nostro passato.

L’ingresso alla presentazione sarà libero, ma si consiglia di prenotare al cell. 389.2158948.

L’autrice

Barbara Balzerani, laureata in Filosofia, nei primi anni ‘70 ha militato in Potere Operaio, poi nelle Brigate Rosse. Al termine di una lunga latitanza, è stata arrestata e ha scontato 25 anni di carcere. Ha pubblicato per DeriveApprodi: “Perché io, perché non tu” (2009), “Cronaca di un’attesa” (2011), “Compagna Luna” (2013), “Lascia che il mare entri” (2014), “La sirena delle cinque” (2015), “L’ho sempre saputo” (2017), “Lettera a mio padre” (2020), Respiro (2023). Vive e lavora a Roma.