Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

Non è un segreto il fatto che l’uomo sia e sia sempre stato un essere curioso ed indagatore: i misteri lo affascinano, ancora di più se irrisolvibili.

Un mistero che cerca la sua spiegazione da più di duemila anni è quello di cui parlerò in questo articolo: il quadrato Sator-Arepo-Tenet-Opera-Rotas, -che per questioni tecniche chiamerò solo Sator-Rotas- che gli autori Lucia Vincenti, storica palermitana, e Giuseppe Giacino cercano di svelare nel loro libro “Sator-Rotas, il segreto svelato”.

Il Sator-Rotas è un quadrato palindromo, ciò significa che si possono leggere le stesse parole anche se letto verticalmente, orizzontalmente o al contrario, esso presenta un centro simmetrico rappresentato dalla lettera N, che in alcuni quadrati ritrovati in Italia, è scritta al contrario.

Vi sono date diverse attribuzioni iniziali, tra cui effetti terapeutici e magici, e c’è chi lo individuava come simbolo pagano, essendo stato ritrovato in alcune case distrutte di Pompei, infatti, le parole che lo costituiscono sembrano avere origine latina.

Sator significa seminatore, Tenet tenere, reggere (e altre decine di significati), Opera lavoro e operai. Arepo, invece, può essere attribuito alla tradizione celtica con il significato di carro, parola che poi è stata latinizzata in arepus, ma può anche avere origini greche, con la parola “aratron”.

La traduzione finale e più sensata sarebbe “il seminatore, con il suo carro, tiene con cura le ruote (Rotas).

Interpretazioni più moderne lo collegano al mondo paleo-cristiano in epoca tardo-romana, secondo Sigurd Agrell e Felix Grosser, i quali condussero i loro studi ignari l’uno dell’altro, il quadro potrebbe essere interpretato come una croce formata dalla parola “Paternoster” con al centro la lettera N e, sopra le P e le R, le lettere A ed O, che indicano l’Alfa e l’Omega dell’alfabeto greco, l’inizio e la fine.

Nell’Apocalisse 1,8: “Io sono l’Alfa e l’Omega dice il Signore Iddio, colui che è, che era e che viene.”

Ancora, nell’Apocalisse 22,13: “Io sono l’Alfa e l’Omega, il primo e l’ultimo, l’inizio e la fine.”

È quindi chiaro, a questo punto, il collegamento tra il palindromo e il cristianesimo, ma per quale motivo i primi cristiani dovettero ricorrere a simboli tanto enigmatici?

La ragione furono le persecuzioni dei cristiani, di cui Plinio il Giovane parla nell’Epistolarum Libri Decem e Traiano nell’Ibidem.

Il Sator-Rotas era quindi un simbolo cristiano di riconoscimento, ma questo non ne spiega la presenza in strutture medioevali e libri rinascimentali, libri anche alchemici.

È qui che Vincenti e Giacino trovano la loro soluzione, e lo interpretano in questo modo:

se osserviamo il quadrato come un rebus, e se disponessimo le parole Sator e Rotas in un quadrato, senza leggerne la T, la parola che subito possiamo vedere è “Rosa”.

È Rosa il significato ultimo, che nel cristianesimo era simbolo di purezza e che veniva raffigurata come la coppa contenente il sangue di Cristo.

E se nel quadrato aggiungiamo Tenet, vediamo che essa compone una croce, risultando quindi in Rosa+ o RosaT, poi diventato Rosacroce.

L’ordine dei Rosacroce è un ordine segreto mistico cristiano, nato in Germania e poi diffuso in tutto il mondo, esso si è sempre servito di anagrammi e simboli per identificarsi tra di loro, alcuni di essi sono: la rosa e la rosa a cinque petali.

“Il quadrato utilizzato nel periodo paleocristiano come silenziosa voce della propria fede, diveniva prosecuzione del cammino della crescita esoterica,” queste le conclusioni della storia palermitana.

Sofia La Malfa