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Disposte a mo’ di note, coppette di gelato disegnano su un pentagramma fresche arie di gusto. “Due note si muovono nell’aria come due rondini…”. Ammiccava così Mina con la sua canzone “Due Note”, sigla finale di Canzonissima dell’anno 1961 condotta da Aroldo Tieri, Alberto Lionello e Lauretta Masiero e così tornano le note – ma questa volta sono quelle di “Pagliacci” di Ruggero Leoncavallo – a fare da colonna sonora alla preparazione artigianale del sorbetto del maestro gelatiere Antonio Cappadonia. Sì, in Piazzetta Bagnasco, nel cuore di Palermo, vicino il palchetto della musica, edificato nel 1875 per volere della famiglia Florio, musica lirica e gelato si sono fusi, in condivisione con l’Amministrazione Comunale di Palermo, in occasione della presentazione dell’associazione “Piazzatta Bagnasco” che ha visto protagonisti, insieme al suo presidente Donato Didonna, il musicista Marco Betta, lo stesso Antonio Cappadonia e la giornalista Stefania Petyx con l’immancabile bassotto. Tra i progetti dell’Associazione attività culturali che ben si inseriscono nello spirito tradizionalista e artistico del popolo palermitano. Tra queste, l’idea di far parlare alcuni ospiti di libri, non di quelli propri e magari freschi di stampa, bensì di quelli che hanno segnato la propria vita; il libro, insomma, della propria vita. Sarà un vantaggio culturale e commerciale per chi abita la piazzetta e per coloro che vi transitano.
La tradizione musicale e quella del gelato artigianale si sono fuse in un unicum gradevolissimo e l’inserimento di alcune tra le più significative arie dei “Pagliacci”, introdotte dalla sapiente spiegazione di Marco Betta e di Stefania Petyx e dalla presenza di Francesco Giambrone, sovrintendente del Teatro Massimo di Palermo che ha annunciato la rappresentazione, appunto, de I Pagliacci, hanno reso interessante oltre che gustosa la serata di questo primo assaggio di una calda estate palermitana.
Arte e artigianato uniti in un unico intento: far vivere Piazzetta Bagnasco attraverso momenti culturali, accompagnandoli con fresche e dolci degustazioni. L’arte, così, strizza l’occhio all’artigianato, rivivendo le “arie del sorbetto”, tanto care ai melomani del ‘700 che negli intervalli, tra una pausa e l’altra dell’opera, potevano gustare deliziosi gelati.
E per rimanere non soltanto in tema ma anche nel tempo, mentre Marco Betta e Stefania Petix raccontano “I Pagliacci”, Antonio Cappadonia mostra con un mastello pieno di ghiaccio e sale, la antica tecnica del freddo con cui si preparavano, un tempo, i sorbetti. Il tempo di ascoltare poche arie dell’opera e il gelato è pronto. E in una serata calda e piacevole, cosa chiedere di più?

Teresa Di Fresco