Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

All’improvviso, la strada diventa un inferno. Due auto si fermano e da loro escono cinque uomini armati che iniziano a sparare. Il gruppo di fuoco camorrista spara, anche se i suoi obiettivi sono tra la folla

È l’11 giugno 1997. Sono passate da pochi minuti le 13. Siamo nel cuore di Napoli, all’Arenella. Il traffico domina Salita Arenella, caotica come sempre. Silvia Ruotolo tiene per mano Francesco, il figlio di cinque anni. Stanno rientrando a casa dell’asilo dopo la recita di fine anno scolastico. Alessandra, la figlia maggiore che ha dieci anni, li aspetta affacciata al balcone. Non immagina che quella strada sarebbe stata, da lì a breve, teatro di una furiosa battaglia. Una soffiata fece entrare in azione gli uomini del boss Giovanni Alfano, capo della Torretta. In corso c’era la guerra contro il clan Caiazzo-Cimmino per riprendersi il controllo del Vomero e dell’area collinare della città, dove creava interesse il giro d’affari dei tanti ospedali presenti. L’obiettivo del gruppo di fuoco era eliminare sodali del clan rivale, riunitisi a casa di Luigi Cimmino per un summit alla presenza del boss Antonio Caiazzo. All’improvviso, la strada diventa un inferno. Due auto si fermano e da loro escono cinque uomini armati che iniziano a sparare. Il gruppo di fuoco camorrista spara, anche se i suoi obiettivi sono tra la folla. Almeno trenta proiettili. Silvia viene colpita. Anche Riccardo Valle, uno studente, viene colpito. Per Silvia non c’è più niente da fare. Tutto si svolge sotto gli occhi di Alessandra che lancia un urlo straziante che fende l’aria. I killers riuscirono parzialmente nella loro impresa: fu ucciso Salvatore Raimondi e ferito Luigi Filippini, entrambi sodali del clan Caiazzo-Cimmino.

Silvia Ruotolo era nata a Napoli, il 18 Gennaio del 1958. Ha due fratelli: Michela più grande e Giovanni più piccolo di lei. Cresce al Vomero, quartiere di Napoli nel quale vive. Viale Michelangelo è la strada dove tutta la sua famiglia abita e sulla quale trascorre giocando i pomeriggi d’infanzia. Frequenta gli studi magistrali, si diploma e nel 1985 sposa Lorenzo Clemente. Due anni dopo nasce Alessandra. Silvia decide che diventerà mamma a tempo pieno. Nel 1992 nasce Francesco. In quell’anno si trasferiscono in una casa più grande, panoramica, al 9° piano di Salita Arenella. Per l’omicidio di Silvia Ruotolo sono stati condannati all’ergastolo il boss Giovanni Alfano, Vincenzo Cacace, Mario Cerbone, l’autista del commando Raffaele Rescigno e Rosario Privato, divenuto poi collaboratore di giustizia.

Roberto Greco per referencepost.it