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Condannati 24 tra boss e gregari indagati nell’operazione della Dda di Palermo denominata Talea, che due anni fa decapitò i vertici dei mandamenti mafiosi palermitani di Resuttana-San Lorenzo e Tommaso Natale. Dodici gli assolti

Sono state emesse condanne per oltre centocinquanta anni di carcere per i sodali del clan Resuttana-San Lorenzo, quartieri palermitani. Filippo Lo Presti, il giudice per l’udienza preliminare del tribunale di Palermo, ha emesso la sentenza contro un numeroso gruppo composto da presunti boss e gregari. I pentiti Domenico Mammi e Sergio Macaluso, che con le loro dichiarazioni hanno consentito di aggravare le posizioni degli altri coimputati, ciò non toglie che siano stati condannati rispettivamente a dieci anni e otto anni e quattro mesi di carcere. Quattordici anni sono stati inflitti a Pietro Salsiera mentre quattro anni, in continuazione con le precedenti condanne, sono andate a Maria Angela Di Trapani, moglie del superkiller Salvino Madonia, accusato fra l’altro di avere ucciso l’imprenditore Libero Grassi mentre Giuseppe Biondino, figlio dell’autista di Totò Riina, ha avuto 9 anni e 4 mesi. L’accusa è stata rappresentata dai procuratori della Dda Annamaria Picozzi, oggi procuratore aggiunto, Amelia Luise e Roberto Tartaglia, distaccato da qualche giorno alla commissione parlamentare antimafia.

Si chiude così il primo round dell’operazione Talea, risalente a dicembre 2017, frutto di un lungo lavoro d’indagine dei carabinieri che hanno raccolto le denunce di commercianti e imprenditori che avevano deciso di non pagare il pizzo. Si tratta di costruttori e esercenti che venivano avvicinati da uomini del clan con l’obiettivo di ottenere da loro qualcosa, un contributo per la “famiglia” o per i detenuti, la cosiddetta “messa a posto”. Impietose le intercettazioni di alcuni degli imputati che, fra di loro, non nascondevano l’influenza che potevano avere sul territorio. “A Ballarò ci sono duemila putie e pagano tutti”. Le accuse sono, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, danneggiamento e intestazione fittizia di beni. Ventiquattro sono le condanne emesse. oltre ai quattrodici anni inflitti a Pietro Salsiera, capomafia di San Lorenzo, a 11 anni è stato condannato Corrado Spataro, a 8 anni e 4 mesi Massimiliano Vattiato. Domenico Mammi ha avuto 9 anni e 4 mesi Filippo Bonanno 10 anni e 8 mesi, Francesco Paolo Liga 10 anni e 2 mesi, Sergio Napolitano 10 anni, Sergio Macaluso 10 anni, Giovanni Niosi 11 anni e 8 mesi, Corrado Spataro 3 anni e 4 mesi, Antonino Tumminia 3 anni e 4 mesi, Pietro Salamone 8 anni, Giovanni Manitta 3 anni e 8 mesi, Bartolomeo Mancuso 4 mesi, Francesco Lo Iacono 2 anni e 8 mesi, Salvatore Lo Cricchio 13 anni e 4 mesi, Ahmed Glaoui 4 mesi, Gianluca Galluzzo 2 anni, Lorenzo Crivello 8 anni e 8 mesi, Antonio Catanzaro 2 anni e 8 mesi, Stefano Casella 3 anni e 4 mesi, Ignazio Calderone 5 anni e 4 mesi, Salvatore Ariolo 8 anni e 8 mesi. Sono stati invece assolti Michele Pillitteri, Fabio Schiera, Renato Farina, Giuseppe Sgroi, Antonino La Berbera, Calogero Gambino, Francesco Di Noto, Vincenzo Maranzano, Giulio D’Acquisto, Concetta Nioisi, Rita Niosi e Giuseppe Tarantino.

(Ro.G.)