Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

Un uomo, all’improvviso, brandisce una bomba a mano di fabbricazione israeliana, la tira poi fugge. Muoiono quattro persone e oltre cinquanta rimasero ferite

Siamo a Milano. È il 17 maggio 1973. Oggi è il giorno in cui si tiene la cerimonia commemorativa in occasione del primo anniversario dell’omicidio del commissario Luigi Calabresi. Nel cortile della Questura di Milano, Mariano Rumor, Ministro dell’Interno del governo Andreotti, ha appena inaugurato il monumento commemorativo dedicato a Calabresi. Un uomo, all’improvviso, brandisce una bomba a mano di fabbricazione israeliana, la tira poi fugge. Muoiono quattro persone e oltre cinquanta rimasero ferite. Il ministro Rumor, ne uscì illeso. L’attentatore fu immediatamente fermato e arrestato. Affermò di essere un anarchico individualista stirneriano. Si tratta di Gianfranco Bertoli. Dichiarò che la sua intenzione era colpire il ministro Rumor, colpevole morale del suicidio di Pinelli e, durante il dibattimento processuale, dichiarò che nessun altro era coinvolto nell’attentato, assumendosi tutte le responsabilità fu condannato all’ergastolo. Contro Bertoli si alzarono voci di condanna da parte del movimento anarchico che, oltre a dissociarsi dal suo gesto, ne condannò l’operato.

Il 17 maggio 1973, nel cortile della Questura di Milano, in via Fatebenefratelli, durante l’attentato compiuto da Gianfranco Bertoli morirono Federico Masarin di anni 30, Gabriella Bortolon di anni 23, Giuseppe Panzino di anni 64 e Felicia Bartolozzi Saia di anni 61.

Roberto Greco per referencepost.it