Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

Da lì a poco si sarebbe fermato per l’abituale caffè mattutino. I killers, che erano in attesa del suo arrivo, entrano in azione. Noviello li vede e capisce

Siamo a Castel Volturno. È la mattina del 16 maggio 2008. Domenico Noviello è a bordo della sua Fiat Panda. Sta raggiungendo la sua autoscuola, in località Baia Verde. Da lì a poco si sarebbe fermato per l’abituale caffè mattutino. I killers, che erano in attesa del suo arrivo, entrano in azione. Noviello li vede e capisce. Ferma all’improvviso la sua auto e tenta di mettersi in salvo uscendo dal sedile del passeggero. Non ha scampo. Una pioggia di fuoco lo investe. Oltre venti proiettili calibro 38 e calibro 9 trafiggono il suo corpo. L’ultimo è alla testa. Chi è Domenico Noviello e perché è stato ucciso in una maniera così brutale?

Domenico Noviello, classe 1943, era nato di S. Cipriano d’Aversa. Piccolo imprenditore, gestisce, assieme ai due figli Massimiliano e Mimma, una scuola guida. Nel 2001 avevano denunciato, alla Questura di Caserta, un tentativo di estorsione da parte della Camorra. La loro autoscuola era entrata nel mirino degli interessi del Clan dei Casalesi. La sua denuncia era diretta al clan capeggiato da Francesco Bidognetti – detto “Cicciotte e mezzanotte” – e ha contribuito alla cattura, e successiva condanna, di cinque esponenti del clan, tra i quali Alessandro e Francesco Cirillo oltre a Paolo Morrone. Uccidere Noviello era diventato semplicissimo. Non era più protetto, essendo cessata nel 2003 la presenza della scorta. Era un uomo semplice e abitudinario, inoltre non si sarebbe aspettato una vendetta della camorra dopo tanti anni oramai trascorsi dalla sua denuncia. Secondo il clan, l’agguato avrebbe presentato pochi rischi e sarebbe stato un forte segnale della loro presenza sul territorio.

Il 19 marzo 2009, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ha conferito a Domenico Noviello, la Medaglia d’oro al valor civile con la seguente motivazione: ”Vittima di una estorsione, con encomiabile coraggio, denunciava alcuni esponenti della criminalità organizzata, consentendone l’arresto e la successiva condanna. A distanza di alcuni anni dall’evento, mentre era alla guida della propria autovettura, veniva barbaramente assassinato in un vile agguato camorristico. Chiarissimo esempio di impegno civile e rigore morale fondato sui più alti valori di libertà e di legalità”.

Domenico Noviello era nato a San Cipriano d’Aversa il 14 agosto 1943. Venne ucciso dal fuoco dei Casalesi il 16 maggio 2008.

Roberto Greco per referencepost.it