Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

Il prefetto di Genova, su notifica della Dia, ha emesso un provvedimento riguardante la Tecnodem Unipersonale, con sede a Napoli

L’impresa Tecnodem s.r.l Unipersonale, con sede a Napoli è impegnata nelle attività connesse alla ricostruzione del ponte Morandi. Secondo gli inquirenti, sarebbe “permeabile ed esposta al pericolo di infiltrazione della criminalità organizzata di tipo mafioso”. La Tecnodem, si occupa di demolizione industriale di materiale ferroso, nel febbraio scorso è stata inserita tra le ditte sub-appaltatrici per la demolizione e la bonifica degli impianti tecnologici, per una cifra pari a 100 mila euro. Il committente è la Fratelli Omini S.p.a.
Amministratrice e socio unico della Tecnodem s.r.l., secondo quanto reso noto dagli inquirenti, è Consiglia Marigliano. La donna, che sarebbe priva di titoli o esperienze professionali di settore, è consuocera di Ferdinando Varlese, 65enne di Napoli, noto alle forze dell’ordine e domiciliato a Rapallo, in Liguria, dipendente della stessa società. Varlese, sottolinea la Dia ha a suo carico diverse condanne emesse dalla Corte d’Appello di Napoli: una nel 1986 per associazione a delinquere. Tra i coimputati c’erano presunti affiliati al clan ‘Misso-Mazzarella-Sarno‘, già appartenente al clan denominato ‘Nuova Famiglia‘, i cui boss di riferimento erano Michele Zaza e suo nipote Ciro Mazzarella. Un’altra sentenza è del 2006 per estorsione tentata in concorso, con l’aggravante di aver commesso il fatto con modalità mafiose, da cui sarebbero emersi i legami di Varlese con il sodalizio camorristico D’Amico, a cui risulterebbe legato da rapporti di parentela. Questi elementi hanno portato alla decisione espressa dalla Prefettura di Genova che ha ritenuto l’impresa ‘in una condizione di potenziale asservimento – o comunque di condizionamento – rispetto alle iniziative della criminalità organizzata di stampo camorristico. L’operazione, spiega la Dia, si inserisce nel quadro delle ‘Disposizioni urgenti per la città di Genova’. Fino ad oggi sono stati eseguiti controlli, con la collaborazione delle forze di polizia territoriali, su 92 società e 4.062 persone fisiche impegnate nella ricostruzione del ponte Morandi.

Fonte: Tg La7