Customize Consent Preferences

We use cookies to help you navigate efficiently and perform certain functions. You will find detailed information about all cookies under each consent category below.

The cookies that are categorized as "Necessary" are stored on your browser as they are essential for enabling the basic functionalities of the site. ... 

Always Active

Necessary cookies are required to enable the basic features of this site, such as providing secure log-in or adjusting your consent preferences. These cookies do not store any personally identifiable data.

No cookies to display.

Functional cookies help perform certain functionalities like sharing the content of the website on social media platforms, collecting feedback, and other third-party features.

No cookies to display.

Analytical cookies are used to understand how visitors interact with the website. These cookies help provide information on metrics such as the number of visitors, bounce rate, traffic source, etc.

No cookies to display.

Performance cookies are used to understand and analyze the key performance indexes of the website which helps in delivering a better user experience for the visitors.

No cookies to display.

Advertisement cookies are used to provide visitors with customized advertisements based on the pages you visited previously and to analyze the effectiveness of the ad campaigns.

No cookies to display.

A ritrovare il suo corpo martoriato, sdraiato nella sua Panda, furono i familiari. Dopo oltre vent’anni non c’è un colpevole, non c’è mai stato un processo, né un indagato

La sua Panda era a cento metri da casa, il corpo in una strana posizione, i piedi penzolavano dal finestrino. “L’hanno ucciso da un’altra parte e poi l’hanno abbandonato lì”, dissero subito i familiari. Ancora oggi nessuno può dirlo con certezza. Paolo Borsellino è un giovane imprenditore che avvia un’attività, vuole lavorare nella sua terra e fare un lavoro onesto. Affronta difficoltà economiche e imprenditoriali ma il vero male arriva quando la mafia inizia ad infiltrarsi nella sua azienda. A piccoli passi, un pezzo alla volta. Paolo viene ucciso prima di rendersi conto di quanto stesse succedendo. A ritrovare il suo corpo martoriato, sdraiato nella sua Panda, sono i familiari. Dopo oltre vent’anni non c’è un colpevole, non c’è mai stato un processo, né un indagato. Il padre Giuseppe, che lo aiutava nell’impresa, vedendo il cadavere del figlio si fece subito un’idea precisa di chi poteva essere stato. Quella stessa notte, in caserma, davanti al capitano dei Carabinieri e al magistrato, iniziò a fare i nomi. Era il suo modo di vendicarsi. Sfidando a viso aperto quelli che credeva fossero gli assassini, chiedendo allo Stato di fare giustizia. Una scelta eversiva a a Lucca Sicula, un paese di tremila abitanti, al confine tra Agrigento e Palermo, dove tutti si conoscono e a volte gli amici si scoprono mafiosi. Era un piccolo imprenditore edile Paolo Borsellino, l’altro Paolo Borsellino assassinato dalla mafia in Sicilia in quel tragico 1992.

Paolo Borsellino aveva 31 anni, una moglie e due figli piccoli. La sua vita fu fermata da un colpo di fucile al cuore sparato dalla mafia.

Roberto Greco per referencepost.it