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Cosa non farebbero gli ippodromi italiani per riavere sugli spalti, come qualche primavera fa, il pubblico, che una grande firma del giornalismo ippico come l’indimenticato Alberto Giubilo, ebbe a definire “delle grandi occasioni”, proprio perché le corse dei cavalli, signori miei, sono state, sono e saranno sempre uno degli spettacoli più belli ed emozionanti, a maggior ragione quando questi si vivono con una giocata in tasca.  Il cavallo prescelto man mano che la corsa entra nel vivo si identifica con i l tuo “io” ed è tripudio, alzata delle braccia in aria, quando riesce a tagliare il traguardo da vincitore. Quella narice che taglia simbolicamente il filo di lana è il tuo “Io” che si afferma ed il miracolo della scommessa si compie anche di fronte ad una vincita effimera. Il trotto palermitano che in verità di pubblico appassionato ne ha avuto sempre, anche lui stenta a ritrovare i motivi che lo hanno spesso definito uno dei più frequentati di tutta Italia. Così, dato che necessità fa virtù, gli organizzatori hanno allargato alla cultura, alle tradizioni ed alla cucina e specialità dell’Isola la ricerca di motivazioni che possano servire da messaggio trainante. Per l’ultimo convegno estivo del duemiladiciassette, si è pensato di creare una specie di gemellaggio sportivo, culturale e soprattutto gastronomico con Capo d’Orlando, il grosso centro messinese che da tempo ha esportato in tutto in mondo l’interesse culturale, archeologico ed artistico, facendone una meta a marcata vocazione turistica. Coinvolgendo l’amministrazione locale, ma soprattutto alcune imprenditorie si è riusciti a sponsorizzare la manifestazione con coppe e trofei per i partecipanti alle varie gare della serata e con una serie di stand che offriranno gratuitamente al pubblico che interverrà una varia gamma di prodotti della pasticceria e della gelateria locale. Il cartellone oltre il Premio Capo d’Orlando, gara ad invito riservata al meglio della categoria dei tre anni locali, vivrà il suo momento magico con il Trofeo Allevamento Gaia, manifestazione aperta ai gentlemen ed ai professionisti (una batteria ciascuno) che assegnerà poi l’alloro finale con una sfida alla pari (Race Off) tra i due vincitori dei due heat. L’evento per certi versi originale per l’ippodromo di Palermo, pochi forse ricordano il match a due vinto da Bon Vivant ai danni di Ucon Donn che esaltò, allora, una platea che straboccava oltre ogni ordine di posti. Amarcord, cartoline di un tempo che vanno la pena ricordare in un momento che, in verità, visto il sostanziale aumento dei premi (in massima parte giustificato da alcuni convegni non disputati e dalla assegnazione della quota “Preu” ( prelievo erariale unico) che viene spalmato a pioggia a tutti gli ippodromi in relazione al numero delle giornate ancora da disputare a partire dal primo di agosto, potrebbe essere sfruttato per richiamare pubblico, ma soprattutto per consolidare un settore messo a dura prova da una crisi che non ha conosciuto ostacoli.

 

Salvatore Corrao per ReferencePOST

Foto di Carlo Guidotti

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